giovedì 1 settembre 2016

Caffè utile per la prevenzione di malattie?


Alcune persone evitano di consumare caffè poichè credono che faccia male. Eppure, aumentano le prove che indicano che il consumo moderato di caffè possa diminuire il rischio di sviluppare malattie come il diabete, il cancro al fegato e addirittura anche l'ictus. Il parere degli scienziati è che il caffè, ricco di antiossidanti, potrebbe ridurre gli stati infiammatori e ottimizzare la sensibilità all'insulina. Inoltre lo studio è stato epurato delle altre variabili che potevano influenzare l'incidenza di ictus, come ad esempio il consumo di alcol oppure l'abitudine al fumo.

Caffè utile per la prevenzione di malattie?


Quindi continua ad essere positivo lo studio scientifico sul rapporto consumo di caffè e salute. Non vi sono problemi di pressione alta o problemi di cuore, per i soggetti che bevono 2 o 3 tazzine di caffè al giorno, anzi al contrario, la presenza di composti fenolici nel caffè, potrebbero svolgere un compito importante e preventivo nell'insorgenza delle malattie cardiovascolari.


La più recente notizia per gli amanti del caffè in particolar modo riguarda le donne, infatti secondo uno studio del National Istitute of Environmental Medicine del KarolinsKa di Stoccolma, le donne che bevono al giorno il caffè, hanno il 25% di probabilità in meno di essere colpite da fenomeni di ictus. Contrariamente di quelle che ne bevono poco, o che non ne consumano affatto, sono più a rischio.

Inoltre il caffè previene la malattia del diabete di tipo 2, ricerca detratta da tutti i dati riassunti dall'ISIC. Proprio così, il report dell'ISIC ha raccolto assieme tutti i dati più recenti che riguardano il consumo di caffè: al giorno 3-4 tazze di questa bevanda sono associate ad un'approssimativa riduzione del 25% di rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, paragonato ad un consumo nullo oppure minore a 2 tazzine al giorno. Inoltre in base i dati, si evidenzia anche un maggiore beneficio del caffè filtrato nei confronti di quello bollito, o ancora del decaffeinato rispetto al caffeinato, e più forte una relazione inversa nei soggetti che hanno più di 60 anni. Un altra ricerca ha dimostrato che l'assunzione regolare di caffè (non decaffeinato) è maggiormente protettivo contro il diabete di tipo 2 nelle donne di qualunque etnia che negli uomini.


Esistono anche teorie, bensì minori, che indicano che i componenti presenti nel caffè possono migliorare la sensibilità dell’insulina mediante meccanismi quali: la modulazione degli stati infiammatori, mediando lo stress ossidativo cellulare, gli effetti ormonali oppure attraverso la riduzione del ferro.



Share:

0 commenti:

Posta un commento